Il metodo CLA: scavare nei livelli del futuro per domande che contano
Esplora i futuri possibili con il metodo CLA, uno strumento per analizzare trend, sistemi, culture e miti che plasmano il domani.

Il metodo CLA: scavare nei livelli del futuro per domande che contano
In un’epoca in cui le risposte sembrano ovunque, le domande giuste sono rare. Eppure, sono proprio loro a sbloccare i futuri possibili, a far emergere ciò che non vediamo perché troppo abituati a guardare la superficie. Il metodo CLA (Causal Layered Analysis) è uno strumento che ci invita a fare esattamente questo: scendere in profondità, strato dopo strato, per capire non solo cosa potrebbe accadere, ma perché e come i futuri si formano sotto i nostri occhi.
Nato negli anni ’90 grazie al lavoro del futurista Sohail Inayatullah (da verificare), il CLA non è un metodo per prevedere, ma per interrogare la realtà. Non si limita a descrivere i trend o a elencare i problemi, ma svela le narrative nascoste che li sostengono, quelle storie che diamo per scontate e che invece determinano il modo in cui agiamo, decidiamo e immaginiamo il domani.
I quattro livelli del CLA: dalla superficie alle radici
Il CLA scompone la realtà in quattro livelli interconnessi, ognuno dei quali ci offre una prospettiva diversa sul futuro. Immaginateli come strati di un terreno: più scendiamo, più troviamo ciò che dà forma a ciò che vediamo in superficie.
Il primo livello è quello litigioso, il più visibile. Qui troviamo i dati, i trend e i problemi evidenti, quelli che spesso finiscono nei titoli dei giornali o nei report aziendali. È il livello delle cifre e delle tendenze: "Il 60% dei giovani preferisce il lavoro ibrido" (dato da verificare), "il mercato delle auto elettriche è in crescita", "la disoccupazione giovanile è al 25%". Questo strato ci dice cosa sta accadendo, ma non perché. È il punto di partenza, ma anche il più superficiale: se ci fermiamo qui, rischiamo di confondere i sintomi con le cause.
Scendendo di un livello, incontriamo il sistemico. Qui non ci limitiamo a descrivere i fenomeni, ma cerchiamo di capirne i meccanismi. Perché il lavoro ibrido è in crescita? Forse a causa della digitalizzazione, della ricerca di un migliore equilibrio tra vita privata e professionale, o della riduzione dei costi per le aziende. Questo livello ci aiuta a vedere le strutture e le dinamiche che stanno dietro ai dati: le politiche, le tecnologie, le relazioni di potere. È il livello delle cause e delle connessioni, quello in cui iniziamo a capire che i problemi non sono isolati, ma parte di un sistema più ampio.
Il terzo livello è quello culturale, dove entrano in gioco le narrazioni, i valori e le assunzioni che danno significato ai sistemi. Qui non parliamo più di dati o di meccanismi, ma di storie. Ad esempio, il lavoro ibrido non è solo una questione di tecnologie o di costi: è anche una questione di cosa rappresenta per le persone. Per alcuni, è un simbolo di libertà e flessibilità; per altri, di isolamento o di perdita di status. Questo livello ci mostra che le nostre convinzioni – spesso invisibili – plasmano il modo in cui interpretiamo la realtà e agiamo di conseguenza.
Infine, il quarto livello è quello mitico, il più profondo. Qui non troviamo più dati, sistemi o narrative esplicite, ma metafore, archetipi e simboli che guidano le nostre azioni a un livello quasi inconscio. Ad esempio, il lavoro può essere visto come una missione (qualcosa di sacro, a cui dedicare la vita), come un contratto (un semplice scambio di tempo per denaro), o come una guerra (una battaglia quotidiana per sopravvivere). Queste metafore non sono solo modi di dire: determinano come viviamo e pensiamo il lavoro. Se crediamo che il lavoro sia una guerra, agiremo in modo competitivo e aggressivo; se lo vediamo come un viaggio, saremo più aperti alla crescita e all’esplorazione.
Come funziona il CLA: dall’analisi alla reinvenzione
Applicare il metodo CLA significa attraversare questi quattro livelli in modo sistematico, per poi ricomporre il tutto in una visione più ricca e sfaccettata del futuro.
Si parte da un tema o una domanda (ad esempio: "Qual è il futuro del lavoro?") e si inizia a scavare. Al livello litigioso, raccogliamo i dati e i trend: l’aumento del lavoro remoto, la crescita delle piattaforme digitali, la riduzione degli spazi fisici in azienda. Poi, al livello sistemico, cerchiamo di capire perché queste cose stanno accadendo: la pandemia ha accelerato la digitalizzazione, le aziende vogliono ridurre i costi, i lavoratori cercano flessibilità.
Ma non ci fermiamo qui. Al livello culturale, ci chiediamo: qual è il significato che diamo a questi cambiamenti? Il lavoro remoto è visto come un progresso o come una minaccia? È un diritto o un privilegio? E, infine, al livello mitico, esploriamo le metafore profonde che guidano le nostre azioni: il lavoro è una prigione, una sfida, una passione?
Una volta scomposto il problema, il passo successivo è sfidare le assunzioni a ogni livello. I dati sono affidabili o ci sono bias? Le cause identificate sono complete o ne mancano alcune? Quali narrative alternative esistono? E quali metafore dominanti possiamo ribaltare? Ad esempio, se al livello mitico il lavoro è visto come una "guerra", possiamo esplorare alternative come il lavoro come "gioco" (collaborazione, creatività) o come "viaggio" (crescita, scoperta).
Infine, ricomponiamo i futuri. Combinando i diversi livelli, possiamo immaginare scenari alternativi. Se il mito del lavoro come "guerra" persiste, il futuro potrebbe essere caratterizzato da competizione estrema, burnout e turnover alto. Ma se il mito del lavoro come "gioco" si diffonde, potremmo vedere un futuro di collaborazione, innovazione e benessere.
Perché il CLA è uno strumento così potente
Il CLA non è solo un metodo di analisi: è un modo di pensare. Ci insegna che il futuro non è qualcosa che accade a noi, ma qualcosa che costruiamo con le nostre narrative. Ecco perché è così utile.
Innanzitutto, svela le radici dei problemi. Non si ferma ai sintomi (il livello litigioso), ma scava nelle cause profonde, nei sistemi, nelle culture e nei miti che li sostengono. Questo ci permette di agire sulle cause, non solo sui sintomi.
In secondo luogo, stimola il pensiero critico. Ci aiuta a identificare e sfidare le narrative dominanti che spesso limitano la nostra visione. Ad esempio, se tutti danno per scontato che "il lavoro è una fatica necessaria", il CLA ci invita a chiedere: "E se fosse anche una fonte di gioia e realizzazione?".
Inoltre, genera futuri alternativi. Mostra che il futuro non è predeterminato, ma può essere plasmato cambiando le storie che ci raccontiamo. Se vogliamo un futuro diverso, dobbiamo cambiare le metafore e i miti che lo guidano.
Infine, il CLA è applicabile a qualsiasi contesto. Dalle strategie aziendali alle politiche pubbliche, dal branding alla progettazione sociale, questo metodo può essere usato per esplorare, comprendere e reinventare il futuro.
Un esempio concreto: il futuro della mobilità urbana
Per capire meglio come funziona il CLA, applichiamolo a un tema concreto: il futuro della mobilità urbana.
Al livello litigioso, potremmo osservare che le città sono sempre più congestionate, l’inquinamento è in aumento e i trasporti pubblici sono spesso inefficienti. Questi sono i dati e i trend che saltano all’occhio.
Ma perché sta accadendo tutto questo? Al livello sistemico, scopriamo che la crescita demografica, la mancanza di investimenti nei trasporti pubblici e la dipendenza dall’auto privata sono alcune delle cause strutturali. Le città sono state progettate per le auto, non per le persone, e questo ha creato un sistema in cui la mobilità individuale è privilegiata rispetto a quella collettiva.
Passando al livello culturale, ci chiediamo: qual è il significato che diamo alla mobilità? Per molti, l’auto è un simbolo di libertà e status sociale. Guidare la propria macchina significa indipendenza, successo, controllo. Ma ci sono anche narrative alternative: la mobilità come servizio (non possedere un’auto, ma usarla quando serve), o come bene collettivo (priorità ai trasporti pubblici e alle biciclette).
Infine, al livello mitico, esploriamo le metafore profonde che guidano la nostra visione della mobilità. Per alcuni, la mobilità è un diritto individuale: ognuno ha il diritto di muoversi come vuole, quando vuole. Per altri, è un bene comune: la mobilità è un servizio che deve essere accessibile a tutti, e che deve essere gestito nell’interesse collettivo.
Ora, combinando questi livelli, possiamo immaginare futuri alternativi. Se persiste il mito della mobilità come diritto individuale, il futuro potrebbe essere caratterizzato da città sempre più congestionate, inquinamento crescente e disuguaglianze nell’accesso alla mobilità. Ma se si diffonde il mito della mobilità come bene comune, potremmo vedere un futuro con trasporti pubblici efficienti, città pedonali e aria più pulita.
I limiti del CLA e come superarlos
Il CLA è uno strumento potente, ma non è perfetto. Innanzitutto, non è un metodo quantitativo: si basa su analisi qualitative e narrative, non su dati numerici. Questo significa che non fornisce risposte definitive, ma apre domande e stimola la riflessione.
Inoltre, richiede competenze interdisciplinari. Per applicarlo bene, serve conoscere il contesto a più livelli: non solo i dati, ma anche i sistemi, le culture e i miti che li sostengono. Questo può essere una sfida, soprattutto in contesti complessi.
Infine, il CLA non è un metodo predittivo. Non ci dice cosa accadrà, ma ci aiuta a immaginare cosa potrebbe accadere e a preparaci a più possibilità. Il suo obiettivo non è indovinare il futuro, ma comprenderlo e plasmarlo.
Conclusione: il futuro come narrazione da reinventare
Il metodo CLA ci insegna che il futuro non è qualcosa che subiamo passivamente, ma qualcosa che costruiamo attivamente con le nostre storie. Scomponendo i problemi in livelli e sfidando le assunzioni, possiamo comprendere le radici dei cambiamenti, immaginare futuri alternativi e agire per plasmare il domani che desideriamo.
In un mondo in cui le certezze sono sempre meno solide, il CLA è uno strumento prezioso per navigare l’incertezza. Non ci dice cosa accadrà, ma ci aiuta a chiederci le domande giuste e a trovare le risposte che contano.
Se vuoi applicare il metodo CLA al tuo settore o alla tua organizzazione, contattaci per esplorare insieme le possibilità. Il futuro non si prevede: si interroga, si sfida, si reinventa.